mercoledì, 02 gennaio 2008, ore gennaio 02, 2008 16:53

Cari babbi e pottane invecchiate, l'anno 2007 appartiene al nostro glorioso passato. Se n'è andato silenzioso, scivolando via insieme ai nostri sogni inevasi e a qualche obiettivo conquistato. E' stato un anno più importante che bello. Un anno strano, particolare, persino difficile. A febbraio con Giovabbo, Vacienz, Ahr e Marettiello ho preso in affitto la mitica casa di piazza Zama a Roma. Ma i mesi successivi non furono quelli che immaginavamo. Ricordo ancora l'inquietudine di quelle silenti notti, la voglia di uscire e il non saper dove andare, le prime conoscenze troppo fragili per definirsi amicizie, la voglia di tornare a casa. Io e Ahr ci rifuggiammo in un lavoro part time e negli esami, Vacienz subì un lento processo di "atomizzazione", Giovabbo pendolava verso casa ogni volta fosse possibile, Marettiello s'ingegnava a modo suo. Mese dopo mese, esame dopo esame, corso dopo corso, le cose cominciarono a cambiare. Arrivarono i mesi dei project work, delle prime amicizie, del Napoli in serie A dopo 6 anni. Poi l'estate, il viaggetto a Malaga indimenticabile (ma breve) e il ritorno dubbioso a Roma. Ma il vento era cambiato, già a Settembre ci apparve chiaro: in facoltà conoscevamo tutti, la sera sapevamo dove andare, riuscivamo a fare la lavatrice e la spesa, Giovabbo organizzava partite ogni settimana, iniziavano le serate "digitali", le prime ubriacate romane. E arriviamo a metà dicembre che ci commuoviamo ricordando i momenti trascorsi nella capitale, che amiamo tutti i nostri colleghi e non solo, che guardiamo avanti con fiducia perché ne siamo convinti: l'anno di transizione è andato. Finalmente. Gli ultimi tre mesi ce lo faranno ricordare come meno duro. Ricorderemo la serata al Flux, la cena notturna da Gabriella, la pizza digitale, la serata a "ore20", l'addio di ManuAla, le imitazioni di FranciAsco, il sentirsi importanti quando sentiamo parlare dei "ragazzi di piazza Zama", orgogliosi perché Veronica di Bolzano e Alessandro di Anzio masticano il napoletano. E ci stupiremo ogni volta che Carletto il bolognese verrà verso di noi chiedendoci "dov'è Vacienz?", pensando si chiami proprio così. Insomma l'anno di "noi a Roma" s'è chiuso alla grande e non potevamo che salutarlo lì. Capodanno a piazza Zama con il nostro ormai fedelissimo miniclub: 4 nuove piccole ma già plagiate creature che ci amano e seguono, dando davvero ottimi risultati. Bevono, si distruggono e si lasciano andare proprio come noi. Sanno regalarci emozioni almeno quanto Stefano, un genio dalla comicità spesso involontaria e a volte inespressa, che hanno trascinato a Roma. Prima di andare in quella specie di arena chiamata Amore 08 in mezzo a 40000 persone (equamente divise fra ubriaconi e drogati), a casa ho visto scene indescrivibili. Circa 3 ore di assurdità che ricordo non senza difficoltà visto lo stato in cui ci trovavamo. Ricordo Federica che sale al piano di sopra per chiedere una candela, ricordo Stefano a terra per aver distrutto la sedia, ricordo Giovabbo detergersi le ascelle usando il lavandino della cucina, ricordo il trenino in giro per la casa, ricordo gli strilli tamarri di Ele e ricordo Erica che apre la porta di ingresso senza motivo. Poi ricordo gli attimi precedenti alla mezzanotte in cui tra chi si preparava e chi vomitava non c'era nessuno pronto a festeggiare il nuovo anno. Ricordo la giustificazione che m'hanno dato Bongi e Fede: "vomitiamo così poi beviamo di nuovo no?". Ricordo che la Riccia m'ha fatto i complimenti per delle "albicocche sciroppate" che non solo non ha mai assaggiato ma non ha neanche mai visto, altrimenti si sarebbe accorta che trattavasi di pesche. E ricordo anche che questo capodanno non mi conviceva più di tanto. Per fortuna mi hanno menato dentro...
BUON 2008 AL POPOLO DI CHIAPPARIELLO
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lunedì, 24 dicembre 2007, ore dicembre 24, 2007 17:30

Cari babbi e pottane natalizie, immagino anche voi siate persi in quell'orgia di regali e soldi e stress e ansia e curiosità tipica del periodo che precede l'arrivo di Babbo Natale. E starete pensando che non fa più freddo come una volta, che con l'euro i prezzi sono più alti, che prima a via Luca Giordano allestivano una marea di decorazioni e ora non c'è nulla,  starete pensando che fino a qualche tempo fa il natale lo vivevate di più, starete pensando che rispetto agli altri anni avete avuto pochissimi giorni per fare i regali. Poi se siete di Napoli centro vi starete organizzando per incontrarvi a San Pasquale dopo il cenone di stasera. Un'abitudine che non si sa come si sia radicata e che riesce a unire tutti gli anni un milione di persone nello stesso posto alla stessa ora. Se studiassi sociologia ci farei la tesi. Poi vi starete tormentando su cosa fare a capodanno. E se qualcuno ve lo chiede scuotete la testa: "nun me ne parlà" la risposta tipo. Come fosse un impegno, una faticata, un dazio, una prassi da rispettare. E starete provando a menare dentro qualcuno, non negatelo. "Conosco uno a Roma", "un mio amico ha la casa a Capri", "ci sta una situazione a Sorrento". Ormai sono ritornelli che conosco e ripasso a memoria. Anche perchè sono "l'amico a Roma" di tante persone, che se volessi ospitare tutti dovrei abitare in Vaticano. Vabbè ma il natale è bello per questo,  per questa voglia che c'è di stare insieme quasi immotivata, forse perché torniamo tutti noi emigranti che non ci siamo mai, forse perché restare a casa vuol dire mangiare e quindi uscire è l'unica ancora di salvezza dall'obesità. Natale è natale ed è giusto così. E' giusto che mia nonna ogni anno mi mostri 4 vassoi di strufoli e dica queste parole: "chest' è ppe tte, chest' è pa' zia, chest' è pà signora 'e copp', chest' è ppe 'mme...ma è ll'urdema vota eh? nun c'a facc' cchiu, è l'urdemo natale ca faccio 'e strufoli". E' giusto così. E' giusto organizzare agghiaccianti tombolate in cui si gioca per massimo 15 minuti a tombola e poi saltano fuori panettoni e vettovaglie. Poi giù con poker, sette e mezzo, mercante in fiera. Per essere sicuri di spendere tutto, ma proprio tutto quello che abbiamo. "Tanto vabbè poi a Gennaio mi trovo un lavoretto. E mi metto pure a dieta"
...Mmm...

Auguri a tutti noi
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martedì, 04 dicembre 2007, ore dicembre 04, 2007 23:37

A voi non fa paura questo distinguere l'orizzonte? A me tantissimo. Ho bisogno di non guardare avanti per correre veloce, non posso studiare pensando che a giro breve dovrò lavorare. E non posso andare con una donna pensando che potrebbe essere la donna della mia vita. Voglio relax sentimentale, non voglio cercare nessuno. Nei film non è così, ci si incontra e basta. E se non la incontri vivi una vita spericolata e te ne frega. E che lavoro farò? E se non riesco a fare ciò amo? E se non lo troverò proprio? Qua si passa da un compleanno all'altro ma io vorrei fermare questa ruota impazzita. Certo sono più bravo all'università, so farmi la spesa, so azionare la lavatrice, ma a che prezzo? Il tempo vola ed attorno a me le cose cambiano veloci. Miky parla di andarsene in Svizzera, Rita e Antonio sono ormai trapiantati a Milano e una bionda di mia conoscenza vive quasi in Austria. Qualcuno è rimasto in Campania, poi ci siamo noi. Che restiamo in piedi nel mezzo della battaglia. Nel mezzo di Roma. In balìa di quel vento che ci sfiora beffardo e ci fa vedere più grandi, meno sensati, persino più brutti. In piedi in mezzo ai guai che ogni tanto combiniamo e che servono a sentirci ancora quelli di sempre. Poi capita che ti metti a pensare e ad ascoltare. E ti accorgi che dalla finestra non senti più il mare, che la pensi in maniera diversa, che hai paura, che tutto questo ha avuto un inizio ma avrà una fine. E restare in piedi sarà dura a fine incantesimo. Sempre che ne valga la pena.
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domenica, 25 novembre 2007, ore novembre 25, 2007 22:36

Cari babbi e pottane pantofolaie, sappiate che ieri 24 novembre 2007 ho messo per l'ultima volta piede a casa di Giovabbo. No, non è morto. E non abbiamo neanche litigato, semplicemente si sono resi conto che non è possibile vivere in una casa in cui per andare in bagno ci vogliono un paio di minuti da qualsiasi stanza si parta. Non si può vivere in una casa in cui è possibile dormire solo il primo gennaio dalle 9 alle 15.  Non si può vivere in una casa in cui il parcheggio legale più vicino è a San Giovanni a Teduccio. Così lui e quel piccolo tumorino della sorella andranno ad incafonire Napoli bene irradiando i loro malefici influssi da via Crispi. Ma questo fondamentalmente non interessa proprio a nessuno, tranne forse al sottoscritto che a quel mega-appartamento associa tanti bei ricordi. E' da una delle sue finestre che ho girato la prima scena del mitico "riflessi individuali". Ed è in quel salone che ho vinto più di 100 euro al Mercante in Fiera. E arriviamo al giorno d'oggi, o meglio alla notte di ieri. Una notte che Giovanni non ha organizzato. Una notte per la quale non dobbiamo ringraziare Giovanni. Una notte per la quale ho buttato 15 ore della mia vita. Tutto quello che ha fatto Giovanni è stato scrivere una frase coinvolgente e metterla su msn: frase in cui invitava tutti ad un addio alcolico per la sua storica tana. Non ha pensato a null'altro che al nick fino alle 18 circa, poi s'è reso conto che là dove ci sarebbe stata una festa mancavano nell'ordine: sedie, tavoli, acqua, gas, luce, lavandini, appendini.Tutto. E quel tutto lo abbiamo portato noi: via Mezzocannone verso le 22 era un circo equestre. Chi camminava sotto il peso di tavoli di plastica, chi si divincolava in un'orgia di stampelle, chi ostentava sicurezza nel trascinare sedie di legno e lumini di ogni forma e genere. E nella mente avevo ancora mamma che scuote la testa dopo avermi visto con una borsa termica sotto al braccio. In qualche modo siamo tutti su e si capisce presto che la situazione è fuori controllo. L'alcool scorre a fiumi la gente è tanta, troppa. Le condizioni di sicurezza da Kosovo. Giovanni stamattina s'è lamentato perché qualcuno ha fatto sesso nel bagno: non faccio loro una colpa, non c'era nulla di un bagno, credo pensassero di stare in camera da letto. C'è chi urla, chi scrive sui muri, chi lancia sedie, chi vomita. Personalmente ho abbracciato persone che non ricordo di aver mai visto prima, anche perché alcune persone non conoscevano proprio nessuno ed erano lì per caso. Per farla breve siamo andati via barcollando come rifiuti umani verso l'ultima prova delle olimpiadi Carzana: le rampe brancaccio, obbiettivo riccia. 10 minuti di curve assurde in pieno centro cittadino. Ho capito di star male quando ho cominciato a parlare al mio stomaco. Ho capito di essere un fenomeno di freddezza quando io e Bongi ci siamo finti lucidi alle domande di un carabiniere che ci aveva fermato. Devo raccontare ancora? Basta così, anche se forse la cosa più straordinaria ed impensabile non l'ho ancora detta: ci siamo divertiti tantissimo...qualcosa in noi non funziona. E' ufficiale.
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giovedì, 22 novembre 2007, ore novembre 22, 2007 12:52

Cari babbi e pottane doloranti, scrivo dalla mia cameretta partenopea, inchiodato su una sedia grazie ad un infortunio "da niente" e alla superficialità mia e dei miei amici. Non muovo più il piede ma niente di particolarmente preoccupante. Il calcio è davvero diventato sinonimo di violenza, c'è poco da dire, bisogna intervenire "con leggi dure e certezza della pena" (cit. di tutti gli Italiani dal 1950 in poi). Peccato perché ero reduce da un periodo di buone condizioni psico-fisiche, immediatamente successivo a qualche giorno di turbamento interiore per i fatti di Furio Camillo. L'esame con un altro voto non da me ed un piacevole week-end che ha visto l'ennesima invasione di piazza Zama. Giovanni da solo non bastava a mamma Franca, c'è pure una sorellina complicata e cacacazzo quanto lui ad arricchire la famigliola. Ed ecco qua Eleonora sbarcare a Roma, fortunatamente  con un piacevole seguito al femminile (piazza Zama ha un'etica improntata al rosa in termini di ospitalità): Bongi e la Riccia. In realtà si chiamano entrambe fabiana ma non va proprio a nessuno di chiamarle così. Entrambe carino-simpatiche e soprattutto molto utili in termini di piatti da lavare e servizi vari. Certo, avrebbero potuto lasciarsi trasportare in un vortice di sesso&rock con gli abitanti della casa, ma va bene lo stesso, ci sono piaciute anche così. Brave anche nel tentativo di limitare i danni al Gilda: ovviamente, come molti di voi saprete già, la loro abnegazione non è bastata a farmi restare nel locale un altro po'. Poco male, mi ero divertito abbastanza. Da segnalare nel week end anche il pranzo cafone a casa delle ragazze di via Britannia: 4 ore a tavola come nella migliore tradizione. Lunedì sono sceso a Napoli per una settimana, grazie al prof. Marinelli che ha posticipato l'inizio del corso e del laboratorio. Tre giorni splendidi trascorsi tra partitelle e Rising; poi il dramma di un piede che non si muove e la staticità di questa mattinata orribile. Ma Napoli si sa: t'o ddà e t'o lleva...
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giovedì, 08 novembre 2007, ore novembre 08, 2007 00:34

Cari babbi e pottane clandestine, se pensate di migrare lontano dal nostro paese sbrigatevi. Scappate ora. Tra non molto infatti i nostri confini saranno segnati da una muraglia di cemento armato, regolarmente appaltata dal boss di turno. Saremo chiusi, sigillati, costretti alla cattività dal dilagante senso del disprezzo verso il diverso. Stavolta a scatenare l'onda emotiva anti-immigrazione è stato il barbaro assassinio di una donna italiana ad opera di un rom. Violentata e uccisa nel "suo paese". Una cosa disgustosa ma ancora una volta superata in squallore da quanto avvenuto dopo in un campo nomadi, luogo della rappresaglia tricolore. Il gesto di un criminale associato ad un popolo, ad un'etnia, ad una religione. Non è la prima volta che accade e ho ragione di credere che non sarà l'ultima. Vivendo a Roma mi rendo conto di come un nazionalismo malsano si stia sempre più diffondendo, assieme al miope credo secondo il quale senza immigrati si vivrebbe meglio. Movimenti "politici" come quello di Forza Nuova gettano benzina sul fuoco con i loro manifestini e volantini e sfilate. Dobbiamo vigilare contro questa merda tutti, babbi e pottane; nel nostro piccolo proviamo ad evitare il riaffiorare di un passato che forse tanto remoto non è, perché il 1945 non è poi così lontano da dissipare ogni dubbio di restaurazione. Lo so, lo so, sembra ridicolo e lo è sicuramente. E' ridicolo chi rimpiange quei tempi in cui la libertà era un sogno partigiano e si pensava di imporre la nostra civiltà conquistando l'Etiopia o alleandosi con l'ideatore di un genocidio. Al di là di ogni discorso sull'immoralità dell'imperialismo, rifletteteci: ma per lo meno non si poteva conquistare la Francia? Avremmo potuto gustarci la Gioconda in un museo fiorentino, sai che bello? Doveva conquistare la Francia Mussolini se voleva fare l'imperialista, altro che l'Abissinia. Altrimenti come si dice a Napoli sei solo un guappo di cartone, come i suoi seguaci vecchi e nuovi. Come quelli della rappresaglia al campo nomadi, come tutti quegli artisti di strada che dipingono il centro della capitale di svastiche e croci celtiche. Come i membri di Forza Nuova, o forse dovremmo parlare di forza vecchia perché di nuovo, ahìnoi, non c'è proprio niente. Solo merda vecchia che prova a risalire a galla ogni qualvolta si presenta l'occasione, come in quest'ultimo episodio, strumentale alla loro bieca violenza. Di quella donna non gliene frega un cazzo, è solo un pretesto, una scusa per scatenarsi, sappiatelo e combatteteli. Sempre. Ogni qualvolta ne abbiate la possibilità fate capire a chi ora si dice pronto a spedire tutti i rumeni a casa, che non hanno capito nulla, della vita in generale. Perché ci sono posti al mondo in cui i discriminati siamo noi, per colpa di mafia, camorra, 'ndrangheta, ecc. Perché in veneto basta anche essere nato sotto Bologna per essere discriminati. Tutti ci sentiamo discriminati da un altro popolo, da un'altra regione, e persino da un'altra religione; e allora qual'è la nostra reazione? Contribuire a scaricare l'odio verso altri? No. Reagire con forza, basta con queste manie da ultras laziale. Basta con sta storia degli africani, degli albanesi, dei rumeni, dei colombiani e dei lanzichenecchi. Facciamo capire a chi la pensa così che è una persona ridicola, prima che sia troppo tardi, facciamogli capire che se sono o meno una bella persona non dipende dal fatto di essere nato a Napoli. Potevo nascere pure a Verona, sarei stato un orgoglioso veronese ma i razzisti m'avrebbero fatto schifo comunque e sarei ugualmente a scrivere questo post. Cacciamoli via, allora si che si starebbe meglio, altro che rumeni e polacchi, cacciamo sti fenomeni da baraccone dal nostro paese, cacciamo sti bambini che giocano a fare i fascisti, cacciamoli a calci nel sedere. Dipende solo da noi, siamo noi questo piatto di grano.
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lunedì, 15 ottobre 2007, ore ottobre 15, 2007 13:14

Cari babbi e soprattutto pottane che vi perdete nelle mie labbra, restate ammaliate dallo sguardo, affogate nella sinuosa gestualità. Ho pensato fosse assurdo non aver ancora scritto un manuale, un vangelo per i miei adepti. Quindi perché non farlo proprio adesso che la mia autostima è sotto lunghi tacchi a spillo? Mi fa bene parlare con voi sul blog, mi esalto e non penso al carosello in onda su Zama tv ogni giorno. La trasmissione dell'ospitalità, il talk show dell'improduttività universitario-lavorativa. Quelli di seguito sono i comandamenti del perfetto chiappa:

1. 
   Prendi in giro chiunque a prescindere dal suo status
2.    Non fare con calma la mattina quello che puoi fare di corsa nel pomeriggio
3.    Se devi dormire ai corsi dormi a casa che è più comodo
4.   
Quando sei in difficoltà buttala sullo scherzo
5.    Anche a parità di prezzo vai in curva
6.    Fai tardi e accetta il ritardo altrui
7.   
Ogni due cose riflettute fanne una senza pensare
8.    Non dire mai "no" ma "ti faccio sapere"
9.    Impegnati solo in ciò che ti da soddisfazione, il resto fallo con superficialità
10.  Se hai dubbi sul fare una cosa, chiedi agli altri. Se ti dicono di lasciar perdere, allora fallo.


Beh certo ce ne sarebbero tanti altri, ma non è che posso passare la mia giornata a scrivere ste stronzate, ho da fare. Devo finire di creare la nostra squadra su Winning Eleven, poi devo mangiare, andare a prendere un caffè a casa di un'amica, e sul tardi un salto all'università. Si lo so che state pensando, ma ci sono arrivato anche io. Entro una settimana se non comincio a studiare faccio la domanda per il servizio militare. Fino a quel momento w la pace e w la mamma.
Lucaspecial
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sabato, 22 settembre 2007, ore settembre 22, 2007 19:48

Cari babbi e pottane populiste, con ogni probabilità avete firmato anche voi come il sottoscritto la proposta di legge del buon Beppe per mandare a casa un pò di ricottari dal nostro parlamento. Se non l'avete fatto perché non siete d'accordo allora vi auguro di morire presto di morte lenta, se non l'avete fatto perché non lo sapevate allora credo dobbiate iniziare ad usare internet non solo per frequentare il mio superbo blog. Se invece non l'avete fatto perché avete dimenticato il documento a casa come me, siete dei fessi perché io ho trovato il sistema di firmare lo stesso; se non avete firmato perché non avete trovato il tempo siete ridicoli; mi fate addirittura ridere se avete firmato ma non siete d'accordo con la legge (io ne conosco uno). La mia scelta di firmare è una scelta che è per mio volere demagogica. E' una scelta libera, una scelta svincolata da paranoie pseudo-stataliste, una scelta che fa i cazzi suoi. Ma che me frega a me di tutelare gli interessi di questa classe politica? Qualunquisti, populisti, agitatori di folle: uniamoci! Facciamo capire a questa gente che il V-day, la legge, Beppe Grillo e tutto il resto sono solo l'inizio. Il proseguo sarà una maxi astensione che nella maniera più demagogica possibile ci allontani definitivamente da questo squallido teatrino bicamerale. Una bella dimostrazione corposa e inutile come piace a noi, che non cambierà proprio niente, ma almeno non ci vergogneremo ogni volta di aver fatto "salire" questo o quel deputato "al potere"...

...e vaffanculo
Lucaspecial
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